Attualmente la tecnica del linfodrenaggio manuale non è più empirica, ma basata su studi e ricerche scientificamente validati. Il drenaggio linfatico manuale svolto sotto controllo linfo-scintigrafico, infatti, ha reso possibile validare alcune tecniche e consentito di eliminarne altre, non efficaci. Le manovre utilizzate in questo tipo di trattamento sono altamente specifiche, così come la loro frequenza, e variano in base al tipo di edema e allo stadio in cui si presenta al momento del trattamento. La stimolazione effettuata in modo corretto sui tessuti, è in grado di eliminare il gonfiore e favorire la genesi di nuovi capillari linfatici. Con il linfodrenaggio è possibile trattare efficacemente il linfedema, oltre al flebolinfedema e lipolinfedema. Il trattamento manuale si differenzia in base al tipo di edema che si vuole trattare: per un problema venoso si utilizzano alcune manovre, altre per il linfedema, ed altre ancora per problemi di lipolifedema o per un trattamento estetico della cellulite.
Il sistema linfatico
Il sistema dei vasi linfatici si divide in 4 segmenti funzionali:
– Formazione della linfa nei vasi linfatici iniziali (capillari)
– Trasporto della linfa attraverso i collettori linfatici
– Concentrazione e filtraggio della linfa nei gangli linfatici (linfonodi)
– Trasporto attraverso i tronchi linfatici verso il sangue.
Cos’è il linfedema?
I processi di una patologia possono emergere nei diversi punti del sistema linfatico, per cui può verificarsi un condizionamento patologico nella formazione della linfa o nel suo trasporto, ma anche in entrambi i processi contemporaneamente. La conseguenza è la ritenzione nel tessuto di un liquido contenente proteine, grassi, prodotti del metabolismo cellulare, linfociti, macrofagi. Il linfedema si manifesta quindi con un gonfiore che può interessare la mano ed il braccio (dopo chirurgia e/o radioterapia per tumore della mammella) o gli arti inferiori (dopo interventi chirurgici che coinvolgono i linfonodi inguinali, oppure come conseguenza di insufficienza venosa) e talvolta anche altre parti del corpo se i linfonodi regionali sono stati asportati chirurgicamente o sottoposti alla radioterapia. Il problema linfatico può essere anche la conseguenza di una patologia circolatoria venosa: l’insufficienza venosa causa inizialmente il flebedema che , se non trattato, sovraccaricherà il sistema linfatico e si avrà un flebolinfedema. Il flebedema interessa inizialmente la zona delle caviglie, tende poi ad espandersi alla gamba ed evolve in edema misto (venoso e linfatico). A differenza del flebedema, il lipedema (o lipolinfedema) che interessa l’arto inferiore si sviluppa nella parte superiore dell’arto (cosce). Se non trattato, il linfedema ha uno sviluppo progressivo. E’ importante che il paziente, alla presenza dei primi segni di edema, si rechi immediatamente dal medico e dal terapista specializzato. Quanto prima si inizia il trattamento, tanto più aumentano le probabilità di successo. In caso di interventi al seno con rimozione di linfonodi, è consigliabile effettuare un ciclo di trattamenti a scopo preventivo. Attualmente molti studi scientifici sostengono questa tesi, dimostrando l’assenza di effetti collaterali per pazienti che si sottopongono a linfodrenaggio manuale già a pochi giorni dall’intervento.
Terapia base del linfedema
– Drenaggio linfatico manuale
– Trattamento con bendaggi e calze (l’utilizzo di calze compressive nei flebolinfedemi delle gambe, permette di stabilizzare i risultati raggiunti e prevenire le recidire)
– Terapia di movimento decongestionante