Da alcuni anni è noto il ruolo e l’importanza dei concentrati piastrinici nei meccanismi di riparazione tissutale. Le piastrine sono corpuscoli nel sangue noti a tutti per la loro funzione nella coagulazione del sangue. Meno nota è la loro capacità, una volta attivate, di rilasciare dai loro granuli numerosi fattori di crescita capaci di stimolare la replicazione cellulare e quindi di indurre la formazione di nuovi vasi, azione fondamentale per poter apportare ossigeno e nutrienti al tessuto di nuova formazione. Le piastrine non sono quindi specializzate solo nell’impedire la perdita di sangue, ma orchestrano tutto il processo di guarigione di una lesione. Questa implicazione nei meccanismi di riparazione tissutale ha costituito la base per l’utilizzo del gel piastrinico; l’azione terapeutica del Platelet-Rich Plasma, cioè letteralmente plasma ricco di piastrine (PRP), risiede proprio nei numerosi fattori di crescita (growth factors) contenuti nei granuli piastrinici.

Il PRP si ottiene da un prelievo di sangue venoso, centrifugato per ottenere un concentrato piastrinico che rilascia nel sito di applicazione fattori di crescita in grado di stimolare il fisiologico processo di rigenerazione e guarigione del tessuto lesionato. Abbiamo chiesto al Dr. Gianfranco Borroni, in quali situazioni è opportuno utilizzare i fattori di crescita piastrinici. “In ambito ortopedico, il PRP viene utilizzato per il trattamento di difetti ossei in associazione a matrici ossee, patologie della cartilagine e dei legamenti, e, più recentemente, anche nelle tendinopatie croniche e nel trattamento dell’artrosi”. Anche le tendinopatie che spesso affliggono gli sportivi possono essere trattate con una singola infiltrazione di concentrato piastrinico a livello del tendine doloroso. “In particolare nelle tendinopatie non responsive ai trattamenti convenzionali ( fisiokinesiterapia, laser, ultrasuoni, FANS, infiltrazioni di steroidi e onde d’urto ) prima di passare ad un intervento chirurgico, il trattamento PRP dovrebbe essere sempre contemplato”. “La risposta biologica del tendine lesionato” continua l’esperto ” è sempre in relazione alla vascolarizzazione, alla cellularità, alla innervazione e all’infiammazione. I fattori di crescita rilasciati dalle piastrine stimolano la migrazione e la crescita cellulare, la formazione di vasi sanguigni, la sintesi di collagene ed il differenziamento cellulare”.

Il PRP ha dato anche risultati interessanti su di un tessuto poco responsivo come la cartilagine. Nel trattamento dei difetti cartilaginei focali il PRP è indicato sia post-shaving che microfratture o in associazione a matrici secondo la tecnica AMIC (condrogenesi autologa indotta da matrice). Più recentemente l’utilizzo del PRP è stato anche proposto come alternativa all’acido ialuronico per il trattamento degli stadi precoci dell’artrosi con risultati incoraggianti.